mercoledì 29 agosto 2012

Approfondimento di Vulcanologia - LIQUIDI SILICATICI e FENOMENI DI IMMISCIBILITA'


 Fonte: http://www.webalice.it/enrpappa/fossilimineralirocce.it/immagini/rocce/ossidina.htm (29.08.2012 ore 14.01) 

Aspettando gli altri post sulla tesi ne approfitto per riprendere a pubblicare articoli su quello che sto studiando ed in particolare sulla vulcanologia. 

LIQUIDDI SILICATICI 
Il SI è il secondo elemento più abbondante presente sulla crosta terrestre dopo l’O. Entrambi rappresentano la base più comune dei magmi eruttati sulla superficie terrestre. Il SI possiede 14 elettroni  distribuiti nei diversi orbitali sulla base dei numeri quantici n, i, m, s. La sua distribuzione elettronica è ls (2e) 2s (2e) 2p (6e) 3s (2e) 3p (2e) ed ha quindi 4 elettroni nei 2 orbitali più esterni (3s e 3p) i quali costituiscono i suoi elettroni di valenza. Questi elettroni condivisi con altri atomi di O tornano a formare l’impalcatura delle rocce silicatiche ovvero il tetraedro SiO44- Gli atomi SI si legano in maniera indiretta, tramite atomi di O, per formare le unità polimeriche più complesse come per esempio i:
  • Dimeri à quando 2 tetraedri si uniscono per formare l’unità Si2O76-;
  • Catena à quando un numero infinito di tetraedri condividono ciascuno un vertice con il tetraedro adiacente dando così l radicale dei pirosseni Si2O64-;
  • Foglio à quando i tetraedri sono legati tra loro su 3 vertici dando il radicale dei fillosilicati Si2O52-;
  • Quadro tridimensionale à quanto tutti e 4 i vertici del tetraedro sono condivisi dando il radicale SiO2, caratteristico dei tetrosilicati.
È da sapere che in un dato minerale è presente una sola unità strutturale e che la sua ripetizione nello spazio è data sulla base di alcune operazioni di simmetria. In questo modo conoscendo le relazioni spaziale sarebbe facile costruire un modello termodinamico che ci faccia capire le sue caratteristiche chimico-fisiche. Purtroppo questo non è possibile per un magma in quanto possiede diverse unità strutturali la cui ripetizione nello spazio è completamente casuale.
Possiamo però dire che un magma ha una struttura analoga a quella della fase mineralogica di pari composizione chimica e di più alta temperatura. Quindi un magma costituito da SiO2 è costituito solo da tetraedri che uniscono tutti i vertici fra di loro. Un’eccezione però avviene nel caso di vetri a composizione giadeitica che invece mostrano delle analogie con la struttura della tridimite (SiO2) piuttosto che con quella della fase solida giadeite (Si2O6). 

Cosa succede se ad un magma composto da una rete tridimensionale infinita aggiungiamo una certa percentuale di elementi metallici? 

Questi cationi occuperanno lacune a coordinazione 6 o superiore a seconda del loro raggio ionico e in ogni caso, andando a legarsi ad un atomo di ossigeno, andranno a rompere un ponte Si-O-Si sostituendolo con uno Si-O-M-O-Si, dove M è l’elemento metallico. Il legame M-O è più debole del legame Si-O-Si introducendo così un punto debole nella struttura del liquido magmatico. Tanto maggiore è il numero di ioni che entrano in lacune ottaedriche, tanto maggiore è il numero di ponti Si-O-Si che si romperanno con conseguente indebolimento della struttura. Più è altro il contenuto in SI, maggiore sarà la percentuale di unità tetraedriche SiO2 e quindi maggiore sarà il grado di coesione della struttura silicatica, meglio noto come grado di polimerizzazione. 

Questa grandezza non dipenderà solo dal contenuto in SI ma anche la tipo di catione che introduciamo nella miscela silicatica, dato che i diversi ioni attuano una azione modificatrice in dipendenza della loro forza di campo (rapporto carica/raggio ionico) e dal suo numero di coordinazione (rapporto raggio del catione/O). In questo modo i cationi che entrano in coordinazione tetraedrica attueranno una azione modificatrice diversa da quelli che entrano in coordinazione ottaedrica. Infatti i primi (network forming cations) si sostituiscono al SI mantenendo inalterata la struttura anche se la indeboliscono (come nel caso dell’alluminio) mentre i secondi (network modifying cations) non solo indeboliscono la struttura ma la modificano completamente. Altri cationi invece possono comportarsi in modo ambiguo come ad esempio l’alluminio che potendo occupare sia lacune tetraedriche che ottaedriche può comportarsi sia come network forming cations che come network midifying cations. 

L'acqua scisso negli ioni OK- e H+ agisce come un forte modificatore perché sostituisce il legame Si-O-Si con uno Si-OH, molto più debole, attuando una azione di rottura dei polimeri più complessi. La CO2 invece agisce al contrario, ovvero agisce come agente polimerizzante in quanto tende a formare l'anione CO3 utilizzando un ossigeno legato ad un vertice del tetraedro e permettendo l’unione di 2 tetraedri. La maggiore stabilità dell’olivina in condizioni idrate è una conferma petrologica dell’azione strutturale di queste 2 molecole.
L’introduzione di cationi nel liquido silicatico porta all’identificazione di diversi tipi di O:
  • Ossigeni legati (O°) à briding oxygens (ossigeni a ponte), ossigeni doppiamente legati fra 2 atomi di Si;
  • Ossigeni semi-legati (O-) à non briding oxygens (non costituiscono un ponte T-O-T), legati fra un atomo in coordinazione tetraedrica ed un metallo a coordinazione superiore;
  • Ossigeni liberi (O2-) à free oxygens, legati fra 2 metalli. 

Il rapporto relativo tra loro dipenderà dalla composizione del magma e quindi dal grado di polimerizzazione: aumentando la Si aumenterà il numero di O° e diminuiranno quelli O-; all’aumentare di cationi alcalini aumenterà il numero di ossigeni liberi.
Una grandezza che permette di quantizzare il grado di polimerizzazione è il rapporto ossigeni semiliberi/cationi presenti in coordinazione tetraedrica (NBO/T). Questa grandezza varia con la temperatura e la pressione e assume valori da 0, dove tutti gli O sono doppiamente legati (rete tridimensionale, SiO2), a 4, dove tutti gli O sono semiliberi (unità tetraedriche isolate, SiO4-).
Possiamo dire che le rioliti che sono più polimerizzate, hanno NBO/T inferiore rispetto ai basalti e che il range di NBO/T della maggior parte dei magmi varia fra 0 e 1. Neffeliniti e komatiti che sono tra i magmi più depolimerizzati che esistono hanno NBO/T di circa 1,44 e 1,8 rispettivamente. Le unità strutturali più frequenti all’interno dei magmi silicatici sono i fogli e la rete tridimensionale.
IMMISCIBILITA’
È un utile strumento per studiare la struttura dei magmi e il comportamento dei cationi all’interno del liquido silicatico. Esso può essere affrontato in 2 modi:
·         Attraverso lo studio di miscele sintetiche semplici drogate con una percentuale variabile di un determinato elemento;
·         Attraverso lo studio delle situazioni naturali che presentino le caratteristiche peculiari di tale fenomeno. 

Studio di miscele sintetiche semplici 

Il sistema sperimentale FLS offre una buona opportunità per studiare il partizionamento di alcuni elementi maggiori e minori in relazione alla struttura dei 2 liquidi prodotti. L’estensione del gap do miscibilità è dipendente, a parità di composizione, temperatura e pressione, dalla fO2, che modifica il ferro. Modificano la fO2 da condizioni riducenti a ossidanti il campo di immiscibilità risulta più ampio. È stato dimostrato infatti che il Fe3+ entra in coordinazione tetraedrica ma tenderebbe a formare unità separate all’interno di un liquido silicatico invece che attuare una sostituzione casuale del Si. Questo comporta aree più ricche in ferro e povere in Si, più facilmente che nel caso il ferro entra in coordinazione ottaedrica.
La distribuzione di K e Al tra il liquido in Fe e in Si mostra una forte correlazione. Lo ione K+ legato alle unità tetraedriche AlO2 permette un bilancio della carica negativa in eccesso così il ruolo strutturale dell’Al appare condizionato dalla presenza di ioni alcalini; esso occuperà lacune tetraedriche fino a che saranno disponibili metalli alcalini per compensare la carica positiva in difetto, l’eccesso di Al tenderà invece ad occupare lacune ottaedriche.
Il partizionamento di Ti e P è legato alla distribuzione del Fe fra i 2 liquidi ma il loro ruolo strutturale rimane dubbio. I 2 elementi potrebbero infatti coordinarsi sia in cavità tetraedriche che ottaedriche. Queste insieme al Mn, Zr, Ba, Ce, Sr, ecc… risultano arricchiti nel liquido ferrifero a causa della maggiore disponibilità in quest’ultimo di lacune ottaedriche. Questo fatto fornisce una delle prove geochimiche più forti per un fenomeno di immiscibilità.
Un magma riolitico prodotto per immiscibilità è impoverito in elementi a largo raggio ionico o ad alta forza di campo rispetto ad un magma acido prodotto per semplice frazionamenti.
Situazioni naturali
Fenomeni di immiscibilità allo stato liquido si verificano in 3 situazioni:
  • Fra magmi silicatici e solfurei;
  • Fra magmi silicatici;
  • Fra magmi silicatici e carbonatici. 
Tenendo presente che i 2 liquidi prodotti da uno smescolamento sono in una situazione di equilibrio il contatto fra le 2 composizioni è molto netto e le fasi mineralogiche sono le stesse. Una situazione ottimale si presenta quando la stessa fase mineralogica attraversa la superficie di separazione fra i 2 liquidi. Dal punto di vista geochimico dovremmo aspettarci che il valore di mg e degli eventuali rapporti isotopici sia lo stesso e che le 2 composizioni si dispongano ai 2 estremi del gap di miscibilità riscontrato nel sistema FLS. 

La proprietà fisica che può essere indicativa del grado di polimerizzazione di un magma è la viscosità che è la resistenza al moto da parte di un fluido sottoposto ad una forza. Tale proprietà che per un magma silicatico varia da 103 a 107 passando da un basalto alcalino ad una riolite a 1100°C, per una carbonatite risulta dell’ordine di 10-2, comparabile a quella dell’acqua. 

Fonte: Dispense di M. Coltorti - Università degli Studi di Ferrara


giovedì 28 giugno 2012

SVEZIA - Ecologia e "fonti di ricchezza"


    Laghetto vicino MediaMarkt, periferia di Uppsala - Marvin Duca   

      Clima ancora tutt’altro che estivo a Uppsala. Pioggia e temperature attorno ai 12°C hanno caratterizzato questi ultimi giorni di giugno. Quando però ogni tanto tra una nuvola e l’altra spunta il sole ci si può permettere di togliersi la giacchetta primaverile e restare a maniche corte, vento permettendo. 

      Nei miei precedenti post ho omesso un piccolo particolare svedese molto curioso. Credo vi sia spesso capitato di trovare in giro per le strade oggetti di ogni genere. Qualcosa tipo una monetina, un accendino, una tessera o quant'altro. Ovviamente questo succede anche qua, solo che quello che trovi si può considerare un tesoro a confronto. Non è uno scherzo, se da noi quando trovi una moneta da 1 euro sei già troppo fortunato qui ti puoi godere il lusso di trovare svariati oggetti di più valore: passiamo dai soliti accendini, monetine e carte a guanti, cappelli, sciarpe per arrivare addirittura a pattini, monopattini, biciclette e ruote di macchina. Sarà che la gente ne ha fin troppe di cose che non sa dove metterle o sarà paragonato al livello di vita tra Italia e Svezia. Si può dire che la qualità di vita più alto lo si riscontri infatti anche dagli oggetti che trovi per strada.

      Passiamo all'ecologia invece. Sappiamo che la pulizia delle strade in Svezia, così come in molti altri paesi dell’Europa settentrionale, è eccellente. Carta, lattine, bottiglie in giro per i viottoli sono quasi fantascienza per le strade di Uppsala. Un motivo più che valido però c’è. Oltre al senso civico e di responsabilità nei confronti dell’ambiente degli abitanti, che è molto alto, un altro fattore che genera questo stato di benessere è dato dal fatto che proprio le lattine e le bottiglie possono essere considerate come “fonte di ricchezza alternativa”, specialmente per i senza tetto. Infatti, in ogni supermercato o centro commerciale presente in città esistono dei centri di raccolta di latta e vetro, ovvero esistono delle macchine automatiche che una volta immesse lattine e bottiglie ti restituiscono soldi. Non è la prima volta che mi capita di essere ad una festa e vedere molte persone, normalmente i senza tetto, perlustrare strade e parchi alla ricerca di lattine e bottiglie vuote. Non solo, ma molte di loro non perdono tempo ad andare dalle persone ubriache per rivendicare, non appena quest’ultime finiscono l’ultimo sorso della loro buonissima birra svedese, la “propria” lattina vuota. Se poi pensate al tasso di persone che ogni giorno si ubriaca qui in Svezia, molto alto ve lo assicuro, vi potete sicuramente immaginare quanto una persona possa ricavarci. 

      Parlando del motivo principale per il quale sono arrivato in Svezia, vi informo che sono ancora dietro a elaborare le immagini con ArcGis 10. Più precisamente ho completato la parte di unione e di ottimizzazione delle immagini utilizzando le apposite funzioni di “Pan-Sharpened” e “Mosaic”. Dopo un’attenta selezione delle immagini sono riuscito a rendere studiabili le immagini degli anni 1984 (ottobre), 1987 (luglio), 1994 (settembre), 1999 (settembre), 2000 (settembre), 2006 (agosto) e 2010 (settembre). Con l’aiuto del professore poi siamo riusciti ad applicare la “supervisor classification” la quale mi ha permesso di separare le aree glaciali dal resto del territorio. Passaggio utile e necessario per calcolarmi tutti i valori che necessitiamo per fare le nostre analisi. Purtroppo però la cosa non è immediata in quanto seppur questa classificazione mi ha permesso di separare i ghiacciai dal resto il suo risultato non è stato molto soddisfacente. In parte è sicuramente dovuto alle ombre normalmente presenti all'interno di immagini satellitari di questo tipo ma in buona parte è dovuto alla presenza, oltre che del ghiaccio, anche di neve (specialmente nelle immagini più vecchie e prese nei mesi di luglio e ottobre, quando ancora la neve non si è sciolta completamente o quando la neve ha riiniziato ad accumularsi). Il mio compito quindi è quello di perfezionare i poligoni corrispondenti ai ghiacciai cercando di omettere tutto ciò che non è ghiaccio e di aggiungere tutto ciò che la supervisor classification non ha riconosciuto come tale. Sembra un lavoro facile e veloce, ma per ogni immagine ci sono più di 30 poligoni da verificare e quasi tutti da ritoccare se non addirittura rifare.  
Ho ricevuto intanto i primi dati inerenti all’ente nazionale svedese per quel che riguarda il bilancio di massa dei ghiacciai svedesi e di alcuni ghiacciai norvegesi. Grazie a questi dati e al completamento del mio lavoro dovrò verificare se esistono relazioni tra la variazione areale dei ghiacciai negli ultimi 30 anni e la variazione del loro bilancio di massa, sia a livello di singolo ghiacciaio che a livello generale. 

      Nel frattempo ho prolungato il mio periodo di soggiorno qui a Uppsala di un ulteriore mese, prevedendo il mio rientro non prima della fine di luglio 2012, azzardando anche l'ipotesi di festeggiare il mio 30esimo compleanno in terra scandinava. 


lunedì 23 aprile 2012

SVEZIA - Nation Card


Strade di Uppsala - Marvin Duca 

Oggi è stato il primo giorno che potrei definire “caldo” da quando sono arrivato in Svezia. Per la prima volta non ho usato ne sciarpa, ne guanti, ne cappello per muovermi a piedi osando pure lasciare aperta la giacca. Solo tre giorni fa però l’inverno era ancora presente, infatti una bella nevicata ha coperto Uppsala di una coltre nevosa di alcuni cm, così come lo fece qualche giorno prima. La temperatura sembra essersi un po' rialzata ma resta sempre non lontana dallo 0, almeno nei valori minimi. La massima invece tocca i 10°C (oggi anche di più). 

Finalmente ho la famosa Nation Card che mi permette di entrare nella maggior parte dei pub più belli della città e di pagare molto meno le bevande. La birra più economica che ho trovato fin’ora è la Falcon (seconda birra più venduta in Svezia) e si trova al Norrlands Nation's Pub al modico prezzo di 23 kr (ca.2,5 euro). La stessa identica birra in un altro Pub che non richiede la Nation's card l’ho pagata 65 kr (ca. 6,7 euro). Per chiunque quindi decida di scegliere Uppsala come meta Erasmus o universitaria deve sapere che avere questa card è molto importante, non solo per la questione economica ma anche per moltissimi altri fattori quali: la possibilità di lavorare per i Nation’s Pub (solitamente in cambio di cibo o entrate gratis in determinati eventi a pagamento), partecipare ad eventi speciali, ad attività sportive, ecc…
La vita notturna qui è molto accesa durante il week-end (venerdì, sabato e domenica) quando sia studenti che dottorandi non hanno impegni universitari. Mi pare di capire che i giorni della settimana sono ben programmati e dedicati interamente al lavoro/studio, il che non permette di uscire spesso la sera. 

Per quel che riguarda il mio lavoro di tesi, oggi ho rivisto il mio coordinatore per fargli vedere il lavoro svolto fin’ora. È sembrato molto contento di quanto sia riuscito a comprendere durante la sua assenza. Abbiamo risolto i miei dubbi riguardo al miglioramento e classificazione delle immagini satellitari e stabilito i prossimi obiettivi. Uno di questi è lo studio del software ENVI che mi permette di cancellare le imperfezzioni dalle immagini meno chiare e risolvere il problema delle nuvole. Dovrò quindi migliorare, classificare le immagini tramite l’NDSI index e riclassificare il risultato ottenuto di una trentina di immagini satellitari. 

Il problema di internet è stato “risolto” grazie ad una mia amica greca che mi ha gentilmente concesso il suo account studente. Nonostante questo sto continuando a cercare di averne uno mio con l’aiuto del professore. 

Stavo quasi dimenticando che tra pochi giorni ci sarà un grande evento qui a Uppsala. La festa universitaria più grande della città (se non della Svezia), Valborg. Eccovi un video girato ed elaborato dalla mia Nation (SNerikes) che vi farà rendere conto di quanta gente ci sarà. Cliccate qui. 

Per alcune foto della città invece cliccate qui. Altre verranno pubblicate in seguito. 

martedì 10 aprile 2012

SVEZIA - Dal panico al relax


Nevicata del 7 Aprile 2012, Lilla Sunnersta - Marvin Duca 

Temperature ancora invernali e nevicate sparse hanno caratterizzato il tempo meteorologico di questi giorni; atmosfera quindi tutta invernale invece che pasquale. 

L’incontro con il prof posso suddividerlo in 2 momenti importanti: 
  1. il primo è stato abbastanza “traumatico” in quanto l’agitazione ha giocato un brutto ruolo, seppur sono riuscito a comprendere la maggior parte di quello che mi ha detto. L’angoscia mi è salita in quanto non avevo ancora ben chiaro cosa avrei dovuto fare da quel momento in poi. Mi ha spiegato a grandi linee il progetto e a primo impatto l’ho vista come una cosa gigantesca, fuori dalla mia portata.  Mi mancava quel piano di lavoro, tanto sperato, che mi avrebbe fatto tirare un sospiro di sollievo. Nel frattempo mi ha fatto conoscere il dipartimento e l’”Head of the Department”, il quale mi ha accolto molto bene. Devo dire che quel giorno il mio relatore era abbastanza stressato, causa i preparativi per la sua spedizione alle Svalbard (senza neanche farlo apposta). Abbiamo comunque cercato di risolvere il famoso problema dell’internet e ci siamo riusciti solo in parte, in quanto sono ahimè capitato nell'unico dipartimento più rigido, per quel che riguarda le regole, di tutta Uppsala (credo). Non hanno voluto registrarmi nel sistema universitario per nessuna ragione al mondo, neanche sotto richiesta del mio relatore. Alla fine si è creato un account “guest” che però scadrà oggi. Domani dovrei però ricevere un account simile, ma con durata maggiore, oltre che entrare in possesso della tessera che mi permetterà di accedere a tutti gli edifici dell’università, a tutte le ore del giorno, pure nei giorni festivi, e ai laboratori. Succo dell’incontro è che mi sono ritrovato con 2 idee di progetto proposte dal prof.: una prettamente nivologica e l’altra glaciologica;
  2. il secondo momento è stato molto più tranquillo e per fortuna molto più delucidativo. Era il giorno successivo. Finalmente abbiamo stilato un piano di lavoro che mi terrà occupato almeno per le prossime 2 settimane durante l’assenza del professore.

    FINALMENTE!

    Ho optato per l’idea glaciologica, anche perché è un argomento che ho già affrontato nella mia tesi di laurea triennale e del quale mi sento più a mio agio. Anche lui ne è rimasto entusiasta anche perché, essendo un glaciologo, non poteva non essere così. Ecco quindi che mi si vede stilare sotto i miei occhi il famigerato “Work’s plan” che mi ha “salvato la vita”, almeno per i prossimi giorni. Ci sto lavorando tutt’ora e i compiti prefissatemi sono: rinfrescare l’uso di ArcGis, leggere pdf e scaricare immagini LANDSAT.
Detto brevemente il mio lavoro consisterà nel mappare i ghiacciai più significativi della Svezia (che si trovano nella regione di Abisko, vicino a Kiruna) tramite immagini LANDSAT e l’uso del GIS. Per farlo dovrò elaborare e migliorare le immagini satellitari recenti (settembre 2011) ma anche pssate (circa di 30-40 anni fa) tramite apposite funzioni e metodi.
Scopo della tesi è quello di confrontare i risultati ottenuti tramite il nostro metodo di studio (metodo di classificazione “ice and snow index”) con quello effettuato dall’ente nazionale svedese (che ha optato per un metodo diverso), quantificare esattamente quanto i ghiacciai svedesi hanno modificato la propria estensione areale negli ultimi anni ed infine, calcolando area, lunghezza e posizione della loro fronte, trovare una possibile loro correlazione. 

lunedì 2 aprile 2012

SVEZIA - "Il grande Giorno"


Geocentrum, atrio d'ingresso - Marvin Duca 

Ecco che finalmente ho fatto le prime conoscenze. C’è stato un momento nel quale pensavo che Lilla Sunnersta, nonostante i suoi 10 edifici a 2 piani e i suoi numerosi appartamenti, fosse vuoto. Sembrava difficile socializzare con qualcuno al punto tale da farmi credere, anche solo per un attimo, che alle Svalbard ci sarebbe stato sicuramente più movimento. Ecco che invece per pura casualità, passeggiando nel giardino tra le casette rosse, un ragazzo mi saluta e si presenta. È un ragazzo indiano che abita qui da Settembre e studia Biotecnologie a Ingegneria. Mi ha invitato nel suo appartamento per prendere un tè; l’appartamento tipico indiano, modi tipici indiani, molto pacati e gentili, molto ospitali. Ci siamo salutati con la promessa di organizzare, prossimamente, una cena con gli altri inquilini di Lilla.
Prima ancora però ho conosciuto, tramite facebook, un ragazzo italiano che vive proprio sopra di me. Sono stato anche da lui per bere un altro tè. La stessa giornata ho fatto amicizia anche con un ragazzo filippino e con una ragazza uzbeca. 

Grazie a questi incontri sono riuscito ad avventurarmi nella mia prima uscita notturna in un locale carino e particolare alla quale hanno preso parte l’italiano di Lilla, un suo amico e una ragazza greca conosciuta via facebook. Il “Bullit Pub”, detto Rock Cafè, mi sembrava tanto un locale dark anche perché molta della gente che girava in quel posto lo era. La scelta di questo piacevole punto di ritrovo non è stata casuale ma dovuta al fatto che esso non richiede la famosa tessera “the nation”, tessera che solo uno studente di Uppsala può possedere (compresi gli Erasmus). Purtroppo questo sarà per me un altro problema da risolvere in quanto essa ti permette di usufruire di molti sconti sul bere e di poter entrare nella maggior parte dei pubs di Uppsala. Essendo un Placement, e quindi non essendo registrato all’Università di Uppsala, teoreticamente non potrei averne una anche se, per fortuna, ho sentito dire che in qualche modo si dovrebbe poter riuscire a rimediare. Intanto domani, sotto suggerimento di qualche studente e della ragazza greca, anch’essa qui come placement, proverò a chiedere al mio relatore una mano per ottenere questa famigerata “card”; chissà che, come ha fatto il prof. Svedese della ragazza greca, non mi registri all’Università. 

In questo momento mi sto preparando psicologicamente all’incontro di domani col professore anche perché il problemino appena accennato non sarà l’unico problema da risolvere, anzi, sarà forse quello meno rilevante. Devo assolutamente farmi firmare un training agreement che mi permetterà di ricevere la mia borsa di studio, senza della quale sarebbe un grandissimo problema (e meno male che
c’è la nonna altrimenti sarei già in perdita ora). Dopo di  questo dovrò capire in che direzione orientare il mio lavoro di tesi e capire la disponibilità di dati che l’SMHI dovrebbe permetterci di consultare. Oltre a questo si dovrebbero programmare delle uscite sul campo, tra Norvegia e Svezia, e stabilire un mini piano di lavoro sul da farsi (che poi sarebbe il famoso training agreement). 

TO BE CONTINUED ...